Piede equino

Il piede equino o piede equino varo spastico è una deformità del piede solitamente secondaria a ictus o a paralisi cerebrale, ma che può anche essere dovuta a una malformazione congenita. Questa patologia altera la deambulazione dei pazienti, costituendo un vero e proprio handicap in termini di mobilità.

 

Esistono diversi tipi di trattamento per ridurre o limitare le possibili conseguenze negative del dell’equinismo:

I trattamenti del piede equino secondario a una lesione cerebrale:

  • L’iniezione di tossina botulinica in tipo A: La tossina botulinica agisce a livello della giunzione tra nervo e muscolo bloccando temporaneamente la trasmissione di un mediatore (acetilcolina). Ciò determina un’effettiva diminuzione del tono dei muscoli spastici.
  • Le farmacoterapie: i miorilassanti (rilassanti muscolari) come il baclofene, il dantrolene e la tizanidina hanno gli stessi fini terapeutici della tossina botulinica, ma con un profilo di tolleranza diverso. Rilassano i muscoli spastici della gamba, permettendo al paziente di poggiare il piede a terra in piano. Questo tipo di trattamento deve essere rivalutato regolarmente per determinarne l’efficacia, adattare le dosi e misurare gli effetti collaterali secondari.
  • L’uso di ortesi per la deambulazione permette di mantenere il piede in una posizione che formi un angolo retto con la gamba, facilitando la deambulazione.

 

I trattamenti dell’equinismo congenito:

  • Il trattamento funzionale: questa tecnica prevede la rieducazione quotidiana da parte di fisioterapisti specializzati e l’uso di tutori e di fasciature per mantenere il piede in posizione corretta. Questo trattamento deve essere mantenuto per quasi 3 anni.
  • Metodo Dottor Ponseti: la deformazione del piede è trattata con una serie di gessi settimanali per correggere la rigidità legamentosa, stirare le giunzioni miotendinee e rilassare i muscoli ipertonici. Dopo il 5° gesso, se necessario si procede all’allungamento chirurgico del tendine d’Achille (tenotomia) e alla stabilizzazione post- tenotomia con gessi ortopedici.
  • Talvolta per trattare l’equinismo congenito è necessario il trattamento chirurgico, in caso di fallimento del trattamento con gesso o con tutori. Possibile a partire dagli 8 mesi di età, consiste nell’allungamento delle strutture retratte che impediscono la correzione della deformazione (legamenti, tendini, ecc.). L’operazione è realizzata eseguendo una o due incisioni, per poi mantenere il piede con un tutore e un gesso per 45 giorni.
  • L’uso di tutori per la postura e di ortesi per la deambulazione risulta utile sia dopo l’intervento chirurgico, sia nei pazienti non operati. I tutori e le ortesi permettono di stabilizzare la posizione del piede e di facilitare la deambulazione.

 

Nonostante l’efficacia di questi trattamenti, nei pazienti affetti da equinismo congenito saranno inevitabili alcuni difetti residui:

  • piede di dimensioni inferiori (1, 2 o addirittura 3 numeri di differenza);
  • polpaccio meno pronunciato sul lato del piede affetto;
  • debolezza del muscolo del polpaccio.

Più o meno grave

La deformazione del piede equino può essere più o meno grave

Le principali cause

Del piede equino sono l’ictus nell’adulto e la paralisi cerebrale nel bambino

Oltre 100.000

Neonati all’anno sono
affetti da piede equino
nel mondo

Ultimo aggiornamento 06/12/2016