Infertilità femminile

L’OMS definisce una coppia sterile quando  uno o entrambi i membri sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile il concepimento. Si parla, invece, di infertilità quando una coppia, per cause relative all’uomo o alla donna, non è in grado di concepire o portare a termine la gravidanza con la nascita di un bambino dopo un anno di rapporti costanti e non protetti.

 

E’ possibile diagnosticare problemi di infertilità con l’aiuto dei seguenti esami:

  • La curva della temperatura basale: in condizioni normali, l’ovulazione provoca un aumento della temperatura del corpo di circa 0,5°C a metà del ciclo mestruale. La mancata rilevazione di variazioni della temperatura basale misurata al risveglio ogni mattina, può essere un segnale di assenza di ovulazione.
  • Il bilancio ormonale: eseguito in laboratorio con un campione di sangue o urina della paziente, stabilisce in modo preciso la presenza o meno dell’ovulazione.
  • L’ecografia pelvica permette di scoprire un problema a livello ovarico o uterino.
  • La RM (risonanza magnetica) e l’isteroscopia permettono di visualizzare utero e tube.

L’isteroscopia è una tecnica endoscopica diagnostica che permette di visualizzare la cavità uterina grazie ad un liquido di contrasto.

  • Biopsie vaginali che possono evidenziare un’infezione batterica causata da chlamydia o micoplasmi ad esempio.
  • Lo studio del liquido cervicale permette di analizzarne le proprietà e definire se ostacola o meno la mobilità degli spermatozoi.
  • Un test post-coito (o test di Hühner), che valuta le caratteristiche del muco cervicale e la quantità – motilità degli spermatozoi in esso presenti dopo alcune ore dal rapporto sessuale, in periodo pre-ovulatorio.

10%

Delle donne soffrono di infertilità

35%

Dei casi di infertilità è di origine femminile

Ultimo aggiornamento 06/12/2016